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arte è… (biennale
’99)
solo chi si fa nebbia
raccoglie in sé la vista
l’opera è anche
vagito zoppia struggimento
ascolto abbandonato
fino a stringere un attimo
postura immobile in
ore di infinita pazienza
ma tu non la conosci
l’innocenza dei pini
il lamento ululato
attraverso i cipressi
la tenacia veloce che
dà coraggio ai passeri
l’onda che batte
assidua a dispetto dei muri
dio che forse sa
esistere nonostante le chiese
parla attraverso un
fermo silenzio in fondo all’anima
e le madri e le figlie
percorrono i giardini
portando sulle spalle
la misura del secolo.
venezia agosto 99
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